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OCF20 maggio 2025

Intelligenza artificiale nella giustizia: Gallo (OCF) sottolinea la necessità di definire modalità e confini

Milano ospita il dibattito sul Decreto Intelligenza Artificiale

Si è svolto oggi a Milano un importante incontro nell’ambito della terza edizione della “Talk to the Future Week”, evento promosso dall’Ordine degli Avvocati con il sostegno dell’Organismo Congressuale Forense (OCF). Il tema principale è stato il cosiddetto Decreto sull’Intelligenza Artificiale, con un focus sull’evoluzione delle norme che regolano l’applicazione dell’IA nel sistema giudiziario e sul ruolo che gli avvocati devono avere nel preservare i diritti fondamentali e gli equilibri costituzionali.

L’Avvocatura e la sfida dell’IA: un punto di vista critico

L’intervento di Accursio Gallo, Segretario OCF

Nel suo intervento, l’Avv. Accursio Gallo ha evidenziato la necessità di affrontare l’uso dell’intelligenza artificiale in modo consapevole, sia dal punto di vista legale che culturale. Ha sottolineato che l’IA è ormai integrata nel funzionamento della giustizia, ma è fondamentale stabilire regole precise:

“Sta a noi decidere come utilizzare l’IA e quali limiti imporre, poiché l’Avvocatura deve continuare a tutelare il diritto di accesso alla giustizia e la salvaguardia dei diritti.”

Gallo ha poi segnalato un significativo ritardo normativo dell’Italia rispetto all’Europa, ricordando che:

“L’Unione Europea ha già adottato l’AI Act, una legge pionieristica che regola l’intelligenza artificiale in modo organico. Nel nostro Paese, invece, il decreto sull’IA è fermo da due anni e manca un aggiornamento, con il rischio che la normativa italiana diventi superata.”

Impatti concreti sulla professione legale

Il Segretario dell’OCF ha affrontato anche le ripercussioni pratiche che l’IA potrà avere sugli avvocati:

“Non è raro che alcune attività tradizionali, come il recupero crediti o la gestione della fase esecutiva, possano essere automatizzate, riducendo il ruolo diretto dei professionisti. Tuttavia, questo cambiamento potrebbe aprire nuovi spazi professionali in altre aree.”

Trasparenza, responsabilità e tutela dei diritti: le sfide aperte

Questioni da risolvere nel decreto

Gallo ha evidenziato un nodo cruciale riguardo alle garanzie legali:

“Se un avvocato o un giudice utilizza strumenti di IA, deve comunicarlo? In caso di errore dovuto a un algoritmo, quale sarà la validità degli atti? Chi sarà ritenuto responsabile? Al momento, il decreto non fornisce risposte concrete su questi aspetti, né prevede sanzioni o controlli specifici.”

L’importanza degli investimenti

Un’altra osservazione riguarda la gestione finanziaria del cambiamento:

“Il decreto attuale non prevede maggiori spese, ma per gestire efficacemente l’innovazione servono risorse. Il nostro sistema giudiziario affronta già molte difficoltà, quindi è essenziale non aggiungere ulteriori ostacoli.”

Italia ed Europa a confronto: verso una strategia integrata

I principi etici dell’IA nella giustizia

Dal 2018, la CEPEJ ha indicato le linee guida per un uso etico dell’IA nei tribunali europei. Tra i principi fondamentali si trovano:

  • Il rispetto dei diritti fondamentali
  • La prevenzione di qualsiasi forma di discriminazione
  • La garanzia di qualità e sicurezza dei sistemi utilizzati
  • La trasparenza nei processi algoritmici
  • Il mantenimento di un controllo umano significativo

La strada italiana verso un quadro organico

Nonostante questi riferimenti, l’Italia resta ancora indietro. Il decreto sull’IA nel settore giudiziario è in fase di definizione e manca un progetto complessivo che sappia coniugare innovazione e tutela dei diritti. L’Organismo Congressuale Forense ha sollecitato un approccio che:

  • Superi una visione tecnica e limitata
  • Promuova la formazione specifica per gli operatori del diritto
  • Garantica la non delegabilità del giudizio umano
  • Definisca chiaramente trasparenza e responsabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale

Il futuro del dibattito sull’IA nella giustizia italiana

L’OCF intende continuare a monitorare e contribuire attivamente al confronto pubblico e istituzionale sull’intelligenza artificiale applicata al diritto. L’obiettivo è favorire una regolamentazione efficace, condivisa e rispettosa dei principi fondamentali della nostra Costituzione.