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IVASS02 aprile 2025

Generali-Natixis, perplessità anche da parte dell’Ivass

Il Sistema di Governance e la Remunerazione del Portafoglio: Analisi della Fusione tra Generali e Natixis

L’aggregazione tra Generali e la francese Natixis sta suscitando molteplici perplessità, in particolare riguardo al sistema di governance della nuova joint venture e alla gestione della remunerazione del portafoglio. Queste preoccupazioni sono emerse anche all’interno degli organi di vigilanza come l’Ivass, che sta monitorando attentamente l’operazione. A seguito di una richiesta di chiarimenti, l’autorità di vigilanza ha chiesto maggiori dettagli sui sistemi di controllo interno, di governance, e sulle modalità di remunerazione, elementi essenziali per valutare l’impatto della fusione.

La Revisione dell’Ivass: Maggiori Dettagli Richiesti

Secondo fonti di Reuters, l’Ivass, l’autorità di vigilanza delle assicurazioni, ha richiesto più tempo per esaminare l’operazione. In particolare, sono stati richiesti ulteriori chiarimenti sui sistemi di governance e sul sistema di remunerazione legato al portafoglio della futura joint venture, che verrebbe costituita ad Amsterdam, nei Paesi Bassi. La revisione, infatti, non si limita a questioni formali, ma tocca aspetti cruciali per la stabilità e la trasparenza del nuovo gruppo.

Le Preoccupazioni Politiche e Aziendali

L’accordo tra Generali e Natixis ha sollevato anche preoccupazioni tra i vertici del governo italiano. L’operazione è stata oggetto di discussioni interne, sia a livello politico che tra gli azionisti del gruppo Generali. In particolare, gli azionisti Caltagirone e Delfin hanno espresso dubbi, non solo sulla validità dell’operazione, ma anche sulle modalità con cui potrebbe influire sull’assetto futuro del gruppo.

I Dettagli dell’Accordo e le Tempistiche

Lo scorso 21 gennaio, Generali ha firmato un accordo non vincolante con Bpce, l’azionista di controllo di Natixis, per avviare una partnership strategica che coinvolge circa 1.900 miliardi di masse gestite, di cui 630 miliardi provengono da risparmi italiani. L’accordo, comunque, è solo una fase preliminare. La firma definitiva è prevista non prima di maggio, ma prima di poter finalizzare l’intesa, sarà necessario notificare l’accordo a Palazzo Chigi per il via libera relativo al Golden Power in materia di banche e assicurazioni.

Se l’operazione dovesse andare a buon fine, però, i benefici per il gruppo Generali non saranno immediati. Si prevede che i primi effetti positivi sull’utile arriveranno solo nel 2028, quando terminerà l’effetto del dividendo preferenziale per i francesi nei primi due anni. A ciò si aggiunge una potenziale penale di 50 milioni di euro in caso di mancata finalizzazione della fusione.

La Nuova Governance e la Nomina dei Consiglieri

Nel frattempo, Generali ha avviato la preparazione per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione (CDA), che avverrà durante l’assemblea degli azionisti prevista per il 24 aprile a Trieste. Sono state presentate tre liste di candidati, riflettendo le diverse anime interne al gruppo e le pressioni degli azionisti.

La Lista di Mediobanca: Riconferma dei Consiglieri

La lista più significativa è quella di Mediobanca, primo azionista di Generali, che propone la conferma di 9 dei 10 consiglieri in carica. Tra questi, troviamo il CEO Philippe Donnet e il presidente Andrea Sironi. Tuttavia, un cambio significativo riguarda l’uscita di Diva Moriani, sostituita dalla candidata Patricia Estany Puig. I nuovi candidati, Elena Vasco e Giorgio Valerio, entreranno a far parte del CDA solo se Mediobanca otterrà la maggioranza dei voti.

La Lista di Caltagirone: Proposta di Riduzione dei Compensi

La seconda lista proviene dal gruppo VM 2006 di Caltagirone, che ha presentato alcuni candidati già presenti nel CDA, tra cui Flavio Cattaneo, Marina Brogi, Fabrizio Palermo, Ines Gandini, Stefano Marsaglia e Tiziana Togna. Un aspetto interessante riguarda la proposta di Caltagirone di ridurre il compenso annuo per ciascun consigliere del triennio 2025-2027. L’idea è di ridurre il compenso del 15% rispetto a quanto proposto dal board, fissandolo a 85mila euro lordi annui, con un aumento del 50% per i membri del comitato esecutivo. Inoltre, è previsto un gettone di presenza per ciascuna seduta del consiglio pari a 3.400 euro lordi. Caltagirone ha anche proposto la candidatura di Annalisa Firmani per il ruolo di sindaco supplente.

La Lista dei Fondi: Nuove Proposte di Governance

La terza lista è stata presentata dai fondi sotto l’egida di Assogestioni, che ha proposto i seguenti candidati: Roberto Perotti, Francesca Dominici, Anelise Sacks e Leopoldo Attolico. Questi candidati rappresentano una proposta alternativa rispetto alle due liste precedenti, con una visione più orientata alla gestione dei fondi e delle politiche di investimento del gruppo.

Prospettive Future

In sintesi, la fusione tra Generali e Natixis appare come un progetto ambizioso, ma che solleva numerosi interrogativi sul piano della governance e della gestione del portafoglio. Le prossime settimane saranno cruciali per capire come evolverà la situazione, in particolare per quanto riguarda la nomina del nuovo CDA e la definizione finale dell’accordo con Natixis. Se l’intesa dovesse andare a buon fine, però, non ci si aspetta un impatto positivo immediato, con i benefici concreti previsti solo a partire dal 2028.