DL Sicurezza, OCF: “Un sistema processuale garantista è impossibile se il diritto penale sostanziale perde la sua libertà”

Organismo Congressuale Forense: Dubbi e Critiche sul DL Sicurezza
L’Organismo Congressuale Forense (OCF) ha espresso forti riserve riguardo al recente Decreto Legge Sicurezza, approvato definitivamente dal Parlamento. Il provvedimento, secondo l’OCF, rappresenta un rischio per l’equilibrio del sistema penale e per i diritti dei cittadini.
Uso Simbolico e Punitivo del Diritto Penale
Mario Scialla, Coordinatore dell’OCF, evidenzia come il decreto prosegua una strategia politica che impiega il diritto penale solo a scopo simbolico e repressivo. Nonostante l’introduzione di nuovi reati e l’inasprimento delle pene, non si registrano benefici concreti nella riduzione dei reati. Al contrario, si alimenta il falso presupposto secondo cui la repressione penale e il ricorso al carcere possano risolvere problemi sociali complessi.
Il Diritto Penale Illiberale e le Difficoltà della Difesa
Carlo Morace, responsabile del Gruppo Penale OCF, evidenzia come l’aumento delle pene detentive e la creazione di nuovi reati aggravati rendano più ardua la difesa degli innocenti. La misura infatti colpisce fatti di diversa gravità con pene simili, generando confusione e disparità.
Il Volto Securitario del Decreto
Il decreto ha un’impronta chiaramente securitaria: la tutela della sicurezza pubblica prevale sulle libertà individuali, inasprendo la repressione di forme di dissenso nelle piazze. Inoltre, colpisce soggetti vulnerabili come madri di minori, detenuti in condizioni degradanti e persone in stato di bisogno.
Riserve già Espresse e Questioni Costituzionali
L’OCF aveva già manifestato le proprie preoccupazioni durante l’audizione parlamentare, mettendo in guardia contro una visione che considera il cittadino come un nemico anziché un titolare di diritti fondamentali. La creazione di reati con confini poco chiari, come la resistenza passiva in carcere o il blocco delle manifestazioni, apre la strada a un diritto penale basato sull’indeterminatezza.
Questa indeterminatezza contrasta con i principi della Costituzione italiana e con la giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale.
Un Salto Indietro Culturale nel Diritto Penale
Morace definisce il decreto come un vero e proprio “salto indietro culturale”. La nostra Costituzione pone al centro l’individuo e i suoi diritti, mentre il decreto sembra promuovere una visione distorta in cui la società ideale sarebbe quella con un diritto penale “elefantiaco” e repressivo.
L’OCF ribadisce l’importanza di un diritto penale liberale, capace di tutelare la collettività senza sacrificare le libertà individuali.
L’Organismo Congressuale Forense continuerà a farsi portavoce dell’Avvocatura, promuovendo un approccio al diritto penale che sia rispettoso dei diritti costituzionali e utile per il benessere della società nel suo complesso.